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Il Consiglio comunale di Acquaviva censura le emittenti televisive


Da L'Eco di Acquaviva n.7/2019
Non ho ancora avuto modo di leggere approfonditamente il dibattito consiliare che ha caratterizzato la discussione e successiva approvazione del “Regolamento per la disciplina delle riprese audiovisive delle sedute del consiglio comunale e loro diffusione”. Il termine “diffusione” mi ha subito incuriosito o meglio dire preoccupato perchĂ© mi ha fatto pensare alla censura! Sì avete letto bene, alla censura! Premesso che non riesco a comprendere come un consiglio comunale di 16 soggetti, rappresentanti di un piccolo comune, possa elevarsi a conoscitore, ed esperto di tale materia ampiamente disciplinata da leggi nazionali, sia in tema radiotelevisivo che giornalistico, tanto da non sentire il bisogno di confrontarsi con gli operatori della comunicazione cittadini. Un bisogno che in democrazia è sostanziale ed in una civiltĂ  viene meglio definito come educazione. Certo, mancanza di educazione istituzionale di chi, usufruendo per anni della gratuitĂ  della nostra opera, avendo a pochi metri una telecamera ed un giornalista, non ha mai sentito la educazione istituzionale di confrontarsi. Eppure per mesi la prima commissione consiliare ha definito e rivisitato il testo. Quindi per molto tempo i consiglieri comunali Lucia Lattarulo, Antonio Piangiolino, Giuseppe  Luisi, Domenico Maurizio e Francesco Colafemmina hanno lavorato al provvedimento che poi avrebbero presentato in assise senza sentire il predetto bisogno di invitare pubblicamente, in commissione, le parti interessate da tale regolamentazione. E’ come i lavori che si stanno eseguendo all’Estramurale! Come in tante altre occasioni in cui i Cittadini sono stati lasciati all’oscuro di quanto avessero in mente senza che potessero preventivamente essere auditi come in una democrazia dovrebbe accadere. Certo è una questione di rispetto, seppure istituzionale, che questo Consiglio comunale, senza ombra di dubbio, non ha avuto. Lo ha fatto non rendendosi conto che avrebbe mancato di rispetto ai cittadini che guardano il consiglio comunale. Mancato di rispetto ai diversamente abili che non possono accedere, ai malati ed a chiunque è allettato ed a chi, a quell’ora di quel determinato giorno in cui loro hanno deciso che si svolga la seduta consiliare, sono al lavoro o fuori CittĂ . Una mancanza di rispetto di questo governo cittadino che negli anni ho ampiamente documentato e metto a disposizione di chiunque sia interessato, a cominciare dal non averci nemmeno mai fornito una bottiglietta di acqua che, invece, tutti i consiglieri ed assessori avevano sui banchi. Ma d’altronde, anche in questo caso, mancano anche a voi cittadini acquavivesi di rispetto nel momento in cui hanno deciso di installare un distributore con boccione  d’acqua e hanno ben pensato di ubicarlo nel loro emiciclo dove noi, popolo sovrano, non possiamo accedere e quindi bere! Noi dobbiamo soffrire e non fiatare e rispettare un regolamento che ci disciplina anche a casa nostra!
Luigi Maiulli
Acquaviva delle Fonti, 05/11/2019






   
 


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