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Scuola – Codacons Lecce: “Nostra azione come unico scopo l’interesse degli studenti pugliesi”


«Il Tar di Bari ha ritenuto di non dover sospendere l'ordinanza del Presidente Emiliano che ha posto in didattica a distanza le scuole pugliesi, con facoltà di scelta della didattica in presenza per i soli alunni delle scuole dei gradi inferiori. Pare – scrive in un comunicato il Codacons Lecce - che sia corretto tenere i ragazzi delle superiori in didattica a distanza ancora per qualche tempo (siamo ormai a 10 mesi di DAD, giorno più giorno meno...) perché loro se la cavano meglio dei piccoli con gli strumenti informatici. Pare che sia giusto, anche se il governo nazionale ritiene che basti così, che da ieri sarebbero potuti tornare a scuola.
 Ne prendiamo atto e rispettiamo la decisione – continua il responsabile della sede avv. Cristian Marchello - pur nella assoluta consapevolezza che la nostra azione aveva ed ha come unico scopo l’interesse degli studenti pugliesi ed il loro diritto a ricevere una istruzione completa così come previsto dalla Costituzione della Repubblica. Lo Stato ha un preciso obbligo verso di loro garantire una istruzione completa ed in piena sicurezza. Il recente Decreto Legge lo prevede espressamente solo Emiliano ancora persiste con una linea che appare oggi più di ieri assolutamente incomprensibile. 
 I dati dell'ISS dicono che nelle scuole pugliesi i contagi sono stati bassissimi fino a dicembre, e quindi il rischio di focolai è bassissimo. Save the Children insieme a Ipsos hanno rilevato quanto alto sia l'abbandono a seguito della DAD e quanto grandi siano i danni a carico dei ragazzi. Il Parlamento Europeo ha invitato gli Stati membri a garantire concretamente il diritto all'istruzione, dato che la didattica a distanza non riesce a garantire una compiuta istruzione per tutti. L'associazione Nazionale dei Presidi rileva le gravi lacune che stanno colpendo i ragazzi in DAD.
 Sono valutazioni oggettive, che la politica dovrebbe tenere in considerazione. Invece è diventata una guerra fra fazioni, e chi ne fa le spese sono gli studenti.
 Abbiamo letto accorati appelli a tenere i figli a casa e altrettanto accorati appelli a uscire da casa per fare compere per sostenere l'economia.
 I danni economici che sta portando la pandemia sono sotto gli occhi di tutti, i danni al nostro patrimonio culturale, alle future generazioni li vedremo fra anni. Sono tutte cose ugualmente importanti, ma pare che per alcuni governanti non sia così.
 D'altra parte, gli studenti – conclude l’avv. Marchelo del Codacons Lecce  - non votano e non sono portatori di interessi economici, Almeno per ora».

12/01/2021





   
 


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