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Tributo a Enzo Guaricci grande artista acquavivese a Locorotondo


E’ partita lo scorso 2 settembre la quarta edizione del festival di architettura, design e arte contemporanea ESSERI URBANI 2023 calcArea, che quest’anno vuole rendere omaggio alla pietra calcarea tipica della Valle d’Itria, materiale che informa architetture e paesaggi, cultura e pratiche artistiche, con l'obiettivo di contribuire al recupero e alla valorizzazione di questo patrimonio, attivando le comunità che quotidianamente vivono questi luoghi. Oltre 50 gli ospiti attesi in queste due settimane di eventi formativi, talk, presentazioni, dibattiti, visite guidate, laboratori, interventi espositivi.
Sarà la Chiesa della Madonna della Greca, la più antica di Locorotondo, ad ospitare la mostra tributo ad un grande artista pugliese scomparso qualche mese fa: Enzo Guaricci. La vita stessa è una citazione. L’intervento, che è stato reso possibile grazie alla grande disponibilità della famiglia Guaricci, vede il contributo critico di Roberto Lacarbonara.
La vita stessa è una citazione (J. L. Borges) è, a sua volta, una citazione. Un processo di segni e di
senso che sempre rinvia ad altri fenomeni, oggetti e significati, in una continua relazione con il
passato e con la memoria, al fine di raccontare “come eravamo domani”.
Per Enzo Guaricci la scultura rivela l’inarrestabile cambiamento di stato delle cose, condotte a nuova forma attraverso una simulazione: la rappresentazione diventa impronta fossile, cristallizzata e pietrificata. Gli strumenti principali di questa indagine sono l’osservazione dettagliata, l’estrema perizia tecnica al limite dell’iperrealismo, la ricerca e la sperimentazione materica, lo studio delle superfici cromatiche, il cambio di scala e di proporzione degli oggetti. Tuttavia, è soprattutto nel linguaggio e nell’ironia (εἰρωνεία, dissimulazione) che Guaricci trova lo spunto e lo scarto dalla formula platonica, dalla presunta, innocente relazione tra le idee e la realtà.
Nel titolo delle opere – vera e propria sostanza immateriale che avvia una crisi beffarda nel cuore dell’immaginazione – vi è spesso una componente spiazzante, di eco magrittiano, un raffinato calembour con cui l’opera d’arte aggira il mimetismo a favore del fantastico e del fuorviante. Un Ovo sapiens è, al tempo stesso, principio della vita e del sapere, dell’uomo e della cultura.
Mentre Assediata è una seduta scomoda, accerchiata e isolata, sottratta al suo essere quel docile oggetto domestico e familiare che conosciamo.
Inoltre, molte delle opere in mostra assumono nel libro e nella scrittura – Bibbia, Corano, Antifonare – gli elementi essenziali della ricerca che lo scultore pugliese dedica al tema del tempo. Se l’artificio della “soluzione neolitica” per la resa plastica delle sculture induce lo
sguardo verso un tempo remoto e preistorico, il ricorso alla pagina scritta, resa inerte e solida dalle resine, riconduce al senso della storia e dell’uomo, alla sua origine sociale e culturale, dove la scrittura è sempre documento che conserva, testimonianza che unisce e lega (religio), richiamo e citazione di un passato che non smette di rivivere nella mente e nell’esperienza di chi ha memoria.
Così come accade oggi e per sempre per le opere di un artista destinato a una umana eternità.
Questa mostra personale giunge a pochi mesi dalla scomparsa dello scultore Enzo Guaricci (1945- 2023), tra i massimi artisti italiani contemporanei, assoluto protagonista dell’arte in Puglia. Negli anni '70 è stato attivo tra i giovani artisti della Nuova Figurazione Romana. Ha preso parte a numerose manifestazioni artistiche di rilievo, tra le quali la Quadriennale di Roma e la Biennale di Saragozza.
Ha allestito mostre personali alla Modern Art Gallery di Chicago e presso la Galleria Forum di
Francoforte nonché in molte città italiane ed europee. Ha realizzato un monumento commemorativo per conto dell'UNESCO a Gibellina dedicato alle vittime del terremoto in Sicilia. Negli anni '80 ha operato come scenografo, realizzando scenografie per il teatro Petruzzelli di Bari e per spettacoli televisivi su incarico di emittenti pubbliche e private. Nel 1990 ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi completamente alla scultura, privilegiando il bronzo e la resina. Il consenso della critica e del pubblico, lo hanno portato ad una continua presenza espositiva e alla collaborazione con prestigiose gallerie italiane ed estere. Molte le partecipazioni a mostre personali e collettive in importanti musei italiani e internazionali: Svizzera, Germania, Spagna, Stati Uniti, Francia, Iraq, Corea, Olanda, Turchia, Russia, Inghilterra. Nel 2011 partecipa alla 54a Biennale di Venezia, Padiglione Italia.
APERTURE: tutti i giorni dal 2 al 17 settembre, ore 10:00-13:00 e 18:00-21:00.

6/09/2023





   
 


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