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Modesti suggerimenti e consigli ai nostri ragazzi


Da L'Eco di Acquaviva n.7/2017

Giorni addietro, all’uscita di scuola, osservavo mia nipote Giovanna correre felice assieme ai suoi compagni di classe e mi sorpresi a confrontare il sicuro mondo della mia infanzia con il loro oscuro ed incerto avvenire. Dovendo insegnare, supponiamo, ai miei figli come cavarsela in questo mondo che si presenta ogni dì sempre più denso di tensioni e problemi, su quali doti di mente, di cuore e di spirito mi concentrerei e come potrei fargliele sviluppare? Certo sono parecchi i requisiti necessari per poter soggiornare in un mondo perennemente in crisi ma pensandoci bene occorre avere FIDUCIA in se STESSI perché solo coloro che credono in se stessi e nelle proprie capacità di raccogliere le sfide del mondo, saranno in grado di affrontare le situazioni difficili dell’avvenire. I genitori possono fare qualcosa per infondere tale sicurezza nei figli? Certamente, ma occorre scoprire quali sono le capacità e facoltà innate del ragazzo e poi, a poco a poco (senza pretendere troppo e subito) metterlo in condizioni di esprimerle al meglio. Certo può essere difficile per un padre che da giovane era un ottimo calciatore capire e sostenere un figlio che preferisce il tennis al calcio. Questo ragazzo dovrà potersi dedicare al tennis e non al calcio se si vuole che sviluppi fiducia in se stesso. Altro requisito è l’ENTUSIASMO. Senza di esso non si realizza niente di importante. Con i ragazzi il problema non è tanto di infondergli questa dote quanto di proteggerla. E non è certo facile perché l’entusiasmo è un qualcosa di fragile e viene spesso mortificato dallo scherno, dal ridicolo e da una serie di insuccessi. Spesso gli entusiasmi dei ragazzi possono apparire divertenti agli occhi degli adulti ma guai a riderne: ogni loro entusiasmo si spegnerebbe! Veniamo ora alla COMPASSIONE. I ragazzi solitamente sono molto sensibili al dolore e alla sofferenza altrui. Ne sanno qualcosa quei genitori che hanno dovuto consolare un ragazzo rattristato per la scomparsa o la dipartita di un animale domestico! Questa sensibilità può essere mantenuta oppure distrutta: se in casa c’è un clima di simpatia e dedizione verso il prossimo e se il ragazzo nota che i genitori fanno sacrifici per i meno fortunati, allora quella dote si rafforzerà in lui. Altro requisito è il RISPETTO. Questa parola è quasi passata di moda ma credo che faremmo bene a rispolverarla. Intendo riferirmi ad un atteggiamento che condiziona il nostro modo di affrontare l’esistenza: la convinzione che certi valori devono essere rispettati e conservati. Molti dei nostri guai, a rifletterci bene, dipendono dalla mancanza di tale convinzione. Cosa rappresenta un’azione delittuosa se non la mancanza di rispetto per la legge? Che cosa è l’inquinamento se non una mancanza di rispetto per i diritti altrui? Che cosa è un lavoro mal fatto se non una mancanza di rispetto per la buona qualità? Che cosa è il cattivo GIORNALISMO se non la mancanza di rispetto per la VERITA’? Questo tipo di rispetto può essere inculcato ai ragazzi? Io ci credo, ma non con le pie illusioni o con le false speranze: bisogna pretenderlo! Ma pretendere che cosa? Innanzitutto la lealtà che è una forma elementare di rispetto. Si potrebbe iniziare con qualcosa di molto semplice come lo spartirsi equamente i giocattoli. Si può continuare con il rispetto per la Patria e per la propria Città. Si instilleranno lentamente questi valori ma i genitori dovranno sempre dare l’esempio. Infine il rispetto diventerà rispetto di SE’. Parliamo ora dell’ELASTICITA’. La capacità di affrontare qualsiasi cambiamento è, e sarà certamente un requisito essenziale anche in futuro. Chi resta ancorato allo “status quo” molto probabilmente in avvenire si troverà a disagio. Ma come si può aiutare un ragazzo ad acquisire questa capacità di adattamento? Ad esempio con il calore umano. I genitori possono infonderlo nei loro figli dimostrando di possederlo essi stessi. I ragazzi che ricevono molto amore saranno in grado, a loro volta, di darne da adulti. L’amore, si sa, meglio di qualsiasi altra cosa riesce a rendere meno violente le inevitabili scosse della vita. Oppure lo stimolo della curiosità. Chi è chiuso di mente e di cuore non ha alcun interesse nei confronti del prossimo: in qualche modo ha rinunciato a chiedersi o a cercare il perché delle cose. Veniamo a quel meraviglioso reagente che è l’umorismo, specialmente la capacità di ridere ogni tanto anche di se stessi. C’è infine la SPERANZA. Questo dono è forse quello di cui il mondo, mai come in questo momento, ha maggiormente bisogno. E’ la stupenda capacità di osservare oltre la infelicità del presente per scorgere la luce in fondo al tunnel, di credere che esista una risposta ad ogni interrogativo, che le difficoltà non sono mai tanto grandi da non poter essere affrontate, che esiste una soluzione per ogni problema. Perché i ragazzi siano aperti alla SPERANZA occorre che innanzitutto lo siano i genitori. Il pessimismo, la paura, la tristezza sono stati d’animo contagiosi. Se una casa ne è afflitta, il naturale ottimismo dei ragazzi non potrà sopravvivere. Insegnandogli, invece, che se anche le cose oggi vanno male, si presenterà sempre un’altra occasione; che i momenti difficili servono soprattutto a formare il carattere, imparerà a considerare le proprie incertezze meno angosciose. A mio parere, niente quanto una profonda fede religiosa può creare e sostenere la SPERANZA. Chi crede fermamente nell’esistenza di un Dio amorevole che si occupa delle sue creature ed è pronto ad aiutarle, possiede la fonte di un’energia che non l’abbandonerà mai. Quali che siano i problemi che si troverà a dover risolvere, quest’ultima convinzione gli permetterà di lottare finché non avrà risolto il problema o non sarà riuscito ad affondarlo in modo costruttivo. A tutti quei genitori che cercano di preparare i loro ragazzi ad affrontare una vita che si prospetta difficile, si ricorda di “aver fede in Dio e vivere un giorno alla volta”.
Nonno Peppino

Acquaviva delle Fonti, 20/04/2017





   
 


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