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Dimissioni del Sindaco Lucilla: le considerazioni del Partito Democratico


Anche il Partito Democratico di Gioia del Colle ha espresso le sue considerazioni circa le dimissioni presentate dal Primo cittadino lo scorso venerdì 27 ottobre.

Per il partito  le stesse “rappresentano l’esito infelice dell’imperizia, dell’irrisolutezza e dell’inefficacia dell’azione amministrativa svolta fin qui da questa Amministrazione e manifestano palesemente la crisi oramai cronica, strutturale e di sistema che ha investito il Comune di Gioia, aggravata dall’operato di stampo nuovista della maggioranza PRODIGIO-SEP”.

Esprime quindi criticitĂ  sulla decisione del sindaco Donato Lucilla. “Con riferimento alla tempistica, a parte la precocitĂ  senza precedenti delle dimissioni, risalta agli occhi – si legge nel comunicato -  il particolare momento storico in cui vengono rassegnate, con una cittĂ  alle prese con eventi o attivitĂ  straordinarie di grande impatto sociale, tra cui l’esecuzione dell’ordinanza di chiusura della Coop con le conseguenti ricadute sociali per dipendenti ed utenti e l’avvio del servizio di raccolta differenziato “porta a porta” con le oggettive ed irrisolte difficoltĂ  giĂ  riscontrate.

Quanto al contenuto, della lettera di dimissioni del Sindaco colpiscono il solito, noioso e ridondante “scarica barile” sui predecessori per i gravi problemi presenti, la propria “autoassoluzione” sulla base di presunti scarsissimi risultati raggiunti e l’assoluta mancanza di motivazioni politiche sostanziali, affidate ad un banale rimando all’entrata nel gruppo misto dei consiglieri Zileni e De Rosa.

Tutto sembra riguardare solamente – continua - una questione interna di disfunzioni di rapporti, di divergenze sui metodi di decisione, alla fine (a detta del Sindaco) di contrasti per problemi di poltrone. Manca, appunto, la sostanza politica delle ragioni delle divergenze e dei contrasti. Nulla trapela, ad esempio, su diversità di vedute eventualmente sussistenti nel merito delle principali questioni amministrative finora occorse: elezione del Presidente del Consiglio e rapporti con la minoranza, democrazia partecipativa e trasparenza effettiva dei procedimenti, politica finanziaria e programmazione, riaccertamento dei residui attivi e passivi, riconoscimento dei debiti fuori bilancio, correttivi al rendiconto di gestione per i rilievi mossi dai Revisori dei Conti, Rigenerazione Urbana, regolamentazione esercizi commerciali all’aperto e chiusura centro storico, SPES e nuova gestione privata del servizio raccolta rifiuti, chiusura COOP, concessione in uso strutture pubbliche, gestione del palazzetto dello sport, rapporti con le associazioni ecc.

In un contesto di tale scarsezza di discriminanti politiche di contenuto, le dimissioni di Lucilla riproducono la funzione di strumento tattico di manovra tipico della vecchia politica: un’arma di deterrenza con la quale preannunziare lo scioglimento del Consiglio e il “tutti a casa” per tenere sotto scacco i due separatisti e rimettere in riga, senza condizioni, quei consiglieri di maggioranza inquieti per la scarsa democrazia interna ed insoddisfatti del modo di amministrare.

Preoccupa ancora di più il fatto che il Sindaco Lucilla, invece di riconoscere la mancanza finora dimostrata di una linea di governo e ricercarla in una diversa condivisa visione della città improntata al principio della programmazione e della partecipazione attiva dei cittadini all’azione amministrativa, si limiti a determinare un ricompattamento forzoso a prescindere almeno degli otto consiglieri di coalizione rimanenti, nella pretesa temeraria di poter comunque andare avanti con il sostegno diretto di appena la metà dei consiglieri eletti, consegnandosi così all’avventurismo per la sopravvivenza pura e semplice.

Infine, con riferimento alle modalità, raccapriccia di questa crisi e di queste dimissioni proprio la mancanza dell’elemento di cui i nuovi amministratori si erano fatti paladini: la trasparenza. Non appare affatto ai cittadini ciò che c’è dentro (o dietro). E qui sta il dato più grave sotto il profilo democratico.

La crisi della maggioranza ha covato segretamente e si è consumata tutta al di fuori del Consiglio Comunale, in una dimensione extra istituzionale pericolosa e inammissibile. E’ sintomatico al riguardo che il Sindaco, invece di presentare le sue dimissioni al Consiglio Comunale come vuole la Legge per l’iscrizione all’ordine del giorno di un’apposita seduta, le abbia presentate in conferenza stampa alla sua maggioranza e inoltrate - ma non si sa come - all’Ufficio protocollo come le dimissioni di un consigliere qualsiasi. Per la democrazia comunale è una ferita che ha pochi precedenti.

Dato tutto ciò, il Partito Democratico, anche facendosi interprete delle esigenze della collettività civica, invita formalmente il Sindaco Lucilla, la Giunta e la maggioranza a presentarsi subito in Consiglio Comunale – conclude la nota - affinché il Sindaco presenti formalmente in seduta pubblica le sue dimissioni e verifichi, a stretto giro, se ha ancora una maggioranza e quale, dando libera voce prima di tutto ai consiglieri della maggioranza che l’ha sostenuto, affinché in ultima analisi vengano finalmente alla luce i motivi di una crisi che disorienta ed inquieta tutti i cittadini gioiesi”
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Gioia del Colle, 03/11/2017





   
 


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