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Cassa integrazione in Puglia cresciuta del 25.3% rispetto al 2016


Aumento, anche se contenuto (+0.7%), della cassa integrazione in Puglia dopo il pesante incremento congiunturale del 207.7% registrato con il precedente dato di settembre.
Ad ottobre 2017, la cassa integrazione ha assorbito quasi 1.1 milioni di ore, che equivalgono a 6.332 lavoratori coinvolti, considerando un orario di lavoro a tempo pieno. Complessivamente, nei primi dieci mesi del 2017, in Puglia la cassa integrazione totale ha raggiunto quasi 32 milioni di ore autorizzate a fronte di 25 milioni di ore dello stesso periodo 2016: +25.3% sul 2016.
Con esattezza, ad ottobre 2017, l’Inps ha autorizzato per 424mila ore la cassa integrazione ordinaria segnando  una flessione di 20.8 punti percentuali su settembre 2017.
Di contro, con 580mila ore autorizzate, la cassa straordinaria (Cigs) è cresciuta del 33.7% rispetto a settembre 2017, nuovo aumento dopo quello di settembre (del 257.7% su agosto 2017).
“La costante richiesta di Cigs, che nei primi dieci mesi del 2017 è salita del 32.1% sullo stesso periodo del 2016, da parte delle aziende non fa che preoccupare molto considerata la natura di tale ammortizzatore - commenta Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia - malgrado i maggiori costi da parte delle imprese per l’attivazione della Cigs che favorisce, in sostanza, la scorciatoia (meno costosa) della procedura di licenziamento collettivo. Paradossalmente, il decreto 148/2015 di riordino degli ammortizzatori sociali del Jobs act anziché considerare fortemente la persistente condizione di crisi delle aziende, in particolare del Mezzogiorno, ha apportato modifiche peggiorative, soprattutto in termini di durata e maggior costo per le imprese. Ecco perché la Uil ha chiesto a più riprese di rivedere, in particolare, le regole (durata e costo) della cassa integrazione straordinaria già dalla prossima manovra di bilancio, innalzando il ticket licenziamenti collettivi con l’obiettivo di recuperare risorse da destinare all’occupabilità dei lavoratori colpiti da crisi aziendale anticipando, in tal senso, i tempi di attivazione dell’assegno di ricollocazione”.
A parte i tecnicismi, secondo Pugliese “l’unica, vera ricetta contro la cassa integrazione galoppante è riattivare l’economia attraverso misure concrete, a cominciare dall’apertura di tanti cantieri, anche pubblici, ancora al palo a causa di ritardi e pastoie burocratiche che affliggono cronicamente la Puglia e il Mezzogiorno. Peraltro, una dotazione infrastrutturale seria permetterebbe alla nostra regione e al suo tessuto imprenditoriale e aziendale di acquisire competitività non solo sul mercato nazionale, ma anche internazionale, attirando investimenti e capitali sui quali formulare, finalmente, una progettualità di crescita e sviluppo, con le conseguenti ricadute occupazionali positive, ad oggi assente sul territorio”.

28/11/2017





   
 


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