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Individuati i resti di una grande imbarcazione di età romana inabissatasi nelle acque del mar ionio
La collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, il Reparto Operativo Aeronavale di Bari e la Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli ha permesso, nel giugno 2025, di individuare i resti di una grande nave di epoca romana affondata nel Mar Ionio. La scoperta è avvenuta durante le normali attività di controllo in mare svolte dalla Guardia di Finanza, grazie all’impiego di moderne strumentazioni di bordo che hanno segnalato un’anomalia sul fondale. Le successive immersioni, effettuate da personale specializzato del II Nucleo Sommozzatori di Taranto insieme alla Soprintendenza, hanno confermato la presenza di un relitto: una grande nave oneraria di età tardo-imperiale con il suo carico di anfore. Per proteggere questo importante sito archeologico subacqueo, tutti i soggetti coinvolti hanno deciso di mantenere il massimo riserbo sulla scoperta, così da evitare possibili saccheggi e preservare le informazioni custodite nel relitto, in attesa di definire la migliore strategia di intervento. Fin dal momento del ritrovamento, l’area è stata costantemente controllata dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli. La Soprintendenza si è subito attivata per reperire i fondi necessari alla documentazione, allo studio archeologico e alla messa in sicurezza del relitto. La recente notizia apparsa sui giornali, relativa allo stanziamento di 780.000 euro da parte del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici, ha di fatto anticipato l’annuncio ufficiale dell’avvio delle attività congiunte tra Guardia di Finanza e Soprintendenza per la tutela del patrimonio sommerso. Questo intervento di recupero, così come quello realizzato nelle acque di Ugento lo scorso luglio, rientra pienamente nello spirito del Protocollo di intesa tra il Ministero della Cultura e la Guardia di Finanza, firmato il 7 luglio 2025 dal Ministro Alessandro Giuli e dal Comandante Generale Andrea De Gennaro. Grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza e il Reparto Operativo Aeronavale di Bari della Guardia di Finanza, che metterà a disposizione mezzi navali e personale subacqueo della Sezione di Gallipoli, e in accordo con la Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo di Taranto, saranno avviate a breve le attività di ricognizione e documentazione del relitto con le tecnologie più avanzate. Queste operazioni serviranno a preparare il successivo intervento di scavo archeologico subacqueo, il recupero del carico e le delicate fasi di conservazione dei reperti e dei resti della nave, nel rispetto dei principi della Convenzione UNESCO sul patrimonio culturale subacqueo. 03 02 2026
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