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Florovivaismo, svolta normativa: Coldiretti Puglia chiede sostegno al settore colpito dalla Xylella
Un passo avanti significativo verso il riconoscimento del florovivaismo come filiera strategica per l’economia nazionale. È quanto sottolinea Coldiretti Puglia in merito allo schema di decreto approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, atteso da anni e finalmente in grado di offrire un quadro normativo più chiaro e organico per l’intero comparto. Il provvedimento definisce con maggiore precisione l’ambito delle attività florovivaistiche, includendo tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla commercializzazione fino alla manutenzione del verde. Un intervento che punta a valorizzare il lavoro delle imprese e a favorire uno sviluppo più strutturato, con attenzione a sostenibilità , innovazione e qualificazione professionale. In Puglia, il florovivaismo rappresenta un pilastro dell’agricoltura regionale, con un valore produttivo di circa 178 milioni di euro e quasi 2.000 aziende attive. Un sistema diffuso che garantisce occupazione e presidio del territorio, collocando la regione al settimo posto in Italia per importanza del comparto. La forza del settore risiede anche nella presenza di distretti altamente specializzati, come quello del Salento – tra Taviano e Leverano – e quello della provincia di Bari, con Terlizzi come centro nevralgico. Realtà che negli anni hanno consolidato anche una crescente vocazione all’export. Resta però forte l’impatto dell’emergenza legata alla Xylella, che nell’ultimo decennio ha determinato un calo dei volumi produttivi superiore al 15%. A pesare non sono solo gli effetti diretti del batterio, ma anche le misure fitosanitarie adottate per contenerne la diffusione, che hanno comportato restrizioni, maggiori controlli e un incremento dei costi per le imprese, con ripercussioni soprattutto sui mercati esteri. Per questo, sottolinea Coldiretti Puglia, è fondamentale accompagnare la riforma con strumenti di sostegno concreti, in grado di rilanciare la produzione e tutelare la competitività delle aziende. Oltre al valore economico, il florovivaismo riveste un ruolo centrale anche sul piano ambientale. Le piante contribuiscono infatti all’assorbimento della CO₂, alla difesa del suolo e alla tutela della biodiversità , migliorando al contempo la qualità dell’aria e degli spazi urbani. Cresce inoltre l’attenzione verso i benefici del verde per il benessere psicofisico, anche negli ambienti chiusi, e si diffondono pratiche legate alle terapie forestali. In un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi di produzione, il settore dimostra comunque capacità di adattamento e innovazione. Ora, conclude Coldiretti, sarà decisivo mantenere coerenza nel percorso parlamentare del decreto e rafforzarne l’efficacia, affinché le nuove norme si traducano in opportunità concrete di crescita per le imprese e per il territorio. 04 05 2026
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