Truffe digitali in aumento: oltre un milione di italiani colpiti. Esperti e politica chiedono più prevenzione e alfabetizzazione digital
Le truffe informatiche rappresentano una delle principali minacce per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. A fare il punto sul fenomeno è stato il Cnpr Forum "Truffe informatiche: quanto siamo protetti?", promosso dalla Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri e degli Esperti Contabili, durante il quale professionisti, parlamentari e rappresentanti delle istituzioni hanno evidenziato la necessità di rafforzare la prevenzione e la cultura della sicurezza digitale.
Secondo quanto riportato da Italia Oggi, il fenomeno ha ormai assunto dimensioni preoccupanti: oltre un milione di italiani è rimasto vittima di frodi digitali e i bersagli non sono più soltanto gli anziani, ma sempre più spesso anche i giovani.
Nel corso del dibattito, la commercialista e revisore legale Eleonora Linda Lecchi ha sottolineato come le truffe online abbiano ormai superato quelle tradizionali. I dati del Ministero dell'Interno registrano quasi 43 mila truffe ai danni degli over 65 in un solo anno, con un incremento superiore al 15%. Pur riconoscendo l'importanza dell'inasprimento delle pene introdotto nel 2026 per chi raggira gli anziani, Lecchi ha evidenziato che la risposta non può limitarsi all'aspetto repressivo: servono maggiori investimenti nell'alfabetizzazione digitale e una regolamentazione più efficace del telemarketing aggressivo, considerato insufficiente l'attuale funzionamento del Registro Pubblico delle Opposizioni.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell'Istituto Nazionale Esperti Contabili, che ha evidenziato come il crimine si sia ormai completamente digitalizzato, diventando più redditizio e difficile da contrastare. Pur riconoscendo il ruolo dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, della Polizia Postale e delle nuove normative europee, Longoni ha osservato che l'Italia continua a investire meno rispetto ad altri Paesi europei e che le piccole e medie imprese restano particolarmente vulnerabili agli attacchi informatici.
Dal confronto politico è emersa una sostanziale convergenza sulla necessità di puntare soprattutto sulla prevenzione.
Giulio Centemero (Lega) ha ricordato gli interventi normativi che hanno consentito di oscurare i siti finanziari abusivi e l'introduzione dell'educazione finanziaria nelle scuole, sostenendo però che il vero obiettivo debba essere l'estensione dell'educazione digitale a tutta la popolazione, valorizzando anche il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo nella diffusione di campagne informative.
Per Carmela Auriemma (Movimento 5 Stelle), il sistema italiano dispone già di importanti strumenti di tutela, ma interviene quasi sempre quando il danno è ormai avvenuto. Secondo la parlamentare, la Pubblica Amministrazione fatica a tenere il passo con la rapida evoluzione tecnologica e necessita di investimenti significativi nella cybersecurity e nella formazione dei cittadini, oltre a una maggiore cooperazione internazionale per contrastare call center e organizzazioni che operano dall'estero.
Anche Pino Bicchielli (Forza Italia) ha ribadito che la sicurezza digitale rappresenta una priorità strategica per il Paese. Particolare attenzione è stata rivolta al settore sanitario, custode di dati altamente sensibili, e alla necessità di accompagnare soprattutto le persone meno abituate alle tecnologie verso un utilizzo più consapevole degli strumenti digitali.
Sulla stessa linea Francesca Ghirra (Alleanza Verdi e Sinistra), che ha evidenziato come il continuo perfezionamento delle tecniche utilizzate dai truffatori renda indispensabile investire nella prevenzione. La parlamentare ha inoltre richiamato l'attenzione sul fenomeno del telemarketing aggressivo e sui provvedimenti attualmente all'esame del Parlamento per rafforzare le tutele nei confronti dei cittadini e dei lavoratori dei call center.
Il confronto ha evidenziato un punto condiviso da tutti i partecipanti: l'inasprimento delle sanzioni costituisce un deterrente importante, ma da solo non basta. Per contrastare efficacemente le truffe digitali occorrono maggiori investimenti nella cybersicurezza, campagne di informazione, educazione digitale diffusa e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, imprese e cittadini. 21/07/2026
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