Rubriche
Gli Eventi
Guida della Cittŕ
Le nostre produzioni
Gli Annunci
L'ECO DI...ACQUAVIVA

L'Eco...di Acquaviva

I fatti raccontati per le nostre strade, le piccole e grandi esigenze, la nostra ....

Entra
...................................................



CINENEWS24

Cine News 24

CineNews24 "HomeCinema" il nuovo programma dedicato al mondo della celluloide.

Entra
...................................................



LA VOCE DELL'AUXILIUM

La Voce dell'Auxilium

Non esistono persone normali e non, ma donne e uomini con punti di forza e ....
Entra
...................................................


Acquaviva archivio archivio archivio archivio

Bari, sfruttamento dei lavoratori stagionali: quattro persone accusate di caporalato


Un sistema organizzato per sfruttare lavoratori stagionali, in gran parte giovani alla prima esperienza, con retribuzioni effettive che sarebbero scese fino a 2 euro l’ora. È quanto emerso da un’indagine condotta dai militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Bari, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari.
L’attività investigativa ha preso avvio da un controllo nei confronti di una società che gestiva il servizio di salvamento all’interno di uno stabilimento balneare. Gli approfondimenti delle Fiamme Gialle avrebbero fatto emergere un meccanismo attraverso il quale bagnini e altri lavoratori assunti con contratti stagionali sarebbero stati costretti a restituire in contanti una parte delle somme regolarmente indicate e corrisposte in busta paga.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il denaro cosĂŹ recuperato sarebbe stato successivamente utilizzato anche per pagare in nero altri lavoratori, impiegati in occasione di eventi musicali e ricorrenze.
Le indagini hanno delineato un sistema che avrebbe coinvolto soprattutto giovani in condizioni di bisogno o caratterizzati da situazioni sociali complesse e, quindi, particolarmente vulnerabili. Il reclutamento e l’organizzazione della forza lavoro sarebbero stati affidati a un soggetto conosciuto nell’ambiente sociale frequentato dai ragazzi, incaricato di coordinare i lavoratori e provvedere alle sostituzioni secondo le necessità.
Parallelamente, il datore di lavoro avrebbe potuto acquisire nuovi contratti offrendo condizioni economiche particolarmente vantaggiose, rese possibili proprio dalla forte compressione del costo effettivo del lavoro.
Quattro persone sono finite sotto accusa per associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, il cosiddetto caporalato. Tra gli indagati figura anche un consulente del lavoro, che secondo l’accusa avrebbe contribuito ad “aggiustare” le buste paga in modo da far quadrare formalmente i conti.
La rideterminazione delle prestazioni effettuata dalla Guardia di Finanza avrebbe consentito di quantificare retribuzioni effettive lorde comprese tra 2 e 5 euro l’ora, sensibilmente inferiori ai minimi previsti dai Contratti Collettivi Nazionali applicabili.
Al termine delle indagini, l’Autorità giudiziaria ha disposto nei confronti del consulente del lavoro il divieto di esercitare l’attività professionale, mentre all’amministratore unico della società è stato imposto il divieto di esercitare attività imprenditoriale.
È stato inoltre disposto il sequestro preventivo dell’intero compendio societario, comprendente, tra l’altro, immobili, autovetture, rapporti finanziari e una concessione demaniale. I beni sono stati successivamente affidati a un amministratore giudiziario.
L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto allo sfruttamento del lavoro nell’ambito dell’economia del mare, settore nel quale la Guardia di Finanza esercita anche le funzioni di “Polizia del Mare” attribuite dalla legge.
Le autorità invitano i lavoratori che ritengano di essere vittime di sfruttamento, o chiunque sia a conoscenza di situazioni analoghe, a rivolgersi all’Autorità giudiziaria, alla Guardia di Finanza o alle altre Forze di Polizia.
Come precisato nel comunicato, le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.
La diffusione delle informazioni relative all’operazione è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ai sensi del D.Lgs. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione.
12/08/2026





   
 


linea
| copy | credits | privacy |
| HOME | MAPPA | CONTATTI | DOVE SIAMO | SEGNALA IL SITO | LAVORA CON NOI |
Copyright © 2014 ASSOCIAZIONE PROGETTO SPAZIO 2000. Tutti i diritti riservati.
Via Maria Scalera,66 - 70021 Acquaviva delle Fonti (Bari) - P.IVA 05553400721
Tel./ 080.76.15.40 - e-mail: info@telemajg.com
telemajg@libero.it