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Suor Marilda Sportelli celebra 25 anni di vita religiosa: una vocazione diventata missione e servizio
«Nulla è impossibile a Dio». È la frase scelta da Suor Marilda Sportelli per accompagnare un giorno particolarmente significativo della sua vita: oggi, venerdì 28 agosto 2026, celebra 25 anni di vita religiosa.
Un anniversario che non rappresenta soltanto una ricorrenza personale, ma racconta un lungo cammino di fede, servizio e disponibilità agli altri. Alle 18:30, nella Cattedrale di Acquaviva delle Fonti, Suor Marilda condividerà questo momento con la comunità attraverso una Santa Messa di ringraziamento, chiedendo come dono più bello la presenza e la preghiera di quanti le sono vicini.
La sua è una storia profondamente legata ad Acquaviva. Prima della vita consacrata c'è stata la giovane Marilda, cresciuta nella comunità cittadina e impegnata nelle attività della Cattedrale e della parrocchia. Radici che la religiosa non ha mai dimenticato e che, negli anni, ha continuato a ritrovare nei suoi ritorni a casa.
Poi la scelta religiosa e un percorso che l'ha portata in diverse comunità italiane, tra Assisi, Loreto e la Puglia, fino alla svolta che avrebbe cambiato profondamente la sua esperienza di consacrata: la partenza per la missione ad gentes in Ciad, nel cuore dell'Africa. Una scelta che lei stessa, nelle interviste rilasciate negli anni a TeleMajg, ha descritto come una sorta di «seconda chiamata», qualcosa che inizialmente non avrebbe mai immaginato di vivere.
È proprio in Ciad che la vocazione di Suor Marilda ha assunto una dimensione ancora più concreta. Il suo impegno è rivolto soprattutto alle donne e alle ragazze, in un contesto nel quale istruzione, sanità e persino servizi che per noi appaiono elementari sono spesso fragili o insufficienti.
Tra le esperienze più importanti c'è il foyer, una casa di accoglienza nella quale ragazze provenienti dai villaggi possono vivere durante l'anno scolastico e proseguire gli studi. A questo si affiancano attività di alfabetizzazione, corsi di francese e matematica rivolti alle donne adulte e progetti di formazione professionale pensati per offrire ai giovani opportunità concrete per il futuro.
Una missione che Suor Marilda ha sintetizzato con parole molto chiare: promuovere la dignità della donna significa, prima di tutto, aiutare le donne stesse a riconoscere la propria dignità .
Non è un'esperienza priva di difficoltà . Nelle sue testimonianze a TeleMajg ha raccontato la malaria affrontata nei primi tempi, le privazioni, il caldo, la mancanza di servizi e soprattutto una condizione missionaria che non conosce orari: essere in missione, ha spiegato, significa esserlo praticamente 24 ore su 24, con il corpo, con lo spirito e nelle relazioni.
Eppure, quando le è stato chiesto quale fosse la soddisfazione più grande del suo lavoro, Suor Marilda ha preferito sostituire alla parola "soddisfazione" un'altra parola: «pace». La pace di vedere una ragazza terminare gli studi e diventare una donna consapevole della propria dignità ; la pace di vedere qualcuno ricominciare a sognare e ad «osare». «Io mi sento al posto giusto», ha raccontato.
Ed è forse questa una delle chiavi più autentiche per leggere i suoi 25 anni di vita religiosa. Non semplicemente il tempo trascorso da una scelta compiuta molti anni fa, ma ciò che quella scelta ha generato: incontri, responsabilità , difficoltà , partenze e ritorni, ragazze accompagnate negli studi, donne aiutate a conquistare maggiore autonomia e giovani ai quali offrire una possibilità .
Suor Marilda non ha mai presentato la propria esperienza africana come un sacrificio da esibire. Al contrario, parlando della sua scelta missionaria ha spiegato che, pur tra inevitabili fatiche, rispondere alla chiamata di Dio significa per lei vivere nella pienezza e nella felicità .
Oggi quel lungo cammino torna idealmente nel luogo delle sue radici.
La Cattedrale di Acquaviva, che appartiene alla storia della giovane Marilda prima ancora che a quella di Suor Marilda, diventa così il luogo nel quale dire grazie per questi primi venticinque anni.
Un anniversario che appartiene certamente a lei e alla sua famiglia religiosa, ma che rappresenta anche un momento significativo per la comunità acquavivese che l'ha vista crescere e che, attraverso le sue testimonianze, ha potuto conoscere una realtà lontana migliaia di chilometri.
Venticinque anni dopo, quel “sì†continua dunque il suo viaggio. Da Acquaviva al Ciad e dal Ciad nuovamente ad Acquaviva, portando con sé lo stesso messaggio scelto per questo anniversario: «Nulla è impossibile a Dio». 28/08/2026
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