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Vino pugliese, Coldiretti lancia l’allarme: oltre 4,2 milioni di ettolitri in cantina. «Serve un piano straordinario»


La vitivinicoltura pugliese si trova ad affrontare una fase delicata: nelle cantine sono ancora presenti 4.286.827 ettolitri di vino della precedente campagna, mentre la vendemmia 2026 è in corso con una produzione stimata in aumento di circa il 10%. Una situazione che, secondo Coldiretti Puglia, rischia di aggravare gli squilibri tra offerta e domanda e di comprimere ulteriormente i prezzi riconosciuti ai produttori.

Per questo l’organizzazione ha chiesto al Comitato Vitivinicolo l’avvio immediato di un piano straordinario, capace di affrontare sia l’emergenza delle giacenze sia le criticità strutturali del comparto.

«La Puglia non può permettersi di affrontare una nuova vendemmia senza una strategia per le giacenze e per il mercato», afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. L’obiettivo è superare la gestione annuale delle emergenze e programmare il futuro della vitivinicoltura regionale.

Tra le misure richieste figura la realizzazione urgente del catasto vitivinicolo, per disporre di dati aggiornati su superfici, varietà, produzioni e potenzialità dei territori. Coldiretti propone inoltre incentivi adeguati all’espianto volontario dei vigneti non più economicamente sostenibili, accompagnati dallo stop, in questa fase, al meccanismo che consente l’aumento annuale dell’1% delle superfici vitate.

«Non avrebbe senso incentivare gli agricoltori a espiantare i vigneti e contemporaneamente continuare ad alimentare la superficie vitata», sottolinea Cavallo, chiedendo regole coerenti con l’effettiva capacità di assorbimento del mercato.

Sul fronte delle eccedenze, Coldiretti sollecita una distillazione di crisi adeguatamente finanziata, per ridurre le giacenze ed evitare che l’eccesso di offerta si traduca ancora una volta in prezzi non remunerativi per i viticoltori.

L’organizzazione chiede anche una revisione dell’OCM vino, ritenendo necessario aggiornare gli strumenti di sostegno alle trasformazioni dei mercati, dei consumi, dei costi di produzione e dei canali commerciali. «Serve una revisione vera dell’OCM, non una semplice manutenzione dell’esistente», dichiara Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

Accanto agli interventi sull’offerta, viene considerato fondamentale un grande piano di promozione e comunicazione, volto a valorizzare la qualità delle produzioni pugliesi, l’enoturismo, i territori e il lavoro degli agricoltori, sostenendo un consumo consapevole e responsabile.

La vendemmia 2026 si presenta positiva sotto il profilo qualitativo, con uve sane e di ottima qualità. Proprio l’aumento della produzione, tuttavia, rende più urgente una strategia complessiva che unisca gestione delle eccedenze, programmazione delle superfici e rilancio della domanda, per tutelare il reddito delle imprese vitivinicole pugliesi.
7/09/2026





   
 


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