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Castellucci (Cisl Puglia), ‘sostenere il sistema produttivo e garantire lavoro stabile e salari adeguati’
“La Puglia ha bisogno di una strategia condivisa che rafforzi il sistema produttivo e metta al centro la qualità del lavoro. I dati sul valore aggiunto richiamano istituzioni e parti sociali a una responsabilità comune: dare risposte alle persone, sostenere chi lavora e creare opportunità per chi cerca un’occupazione”. È quanto dichiara il Segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, commentando i dati Unioncamere sul valore aggiunto regionale del 2025. Con oltre 86,2 miliardi di euro e un incremento dell’1,69% rispetto all’anno precedente, la Puglia registra una crescita inferiore alla media nazionale (2,3%) e a quella del Mezzogiorno (2,24%), collocandosi al diciottesimo posto in Italia per dinamica di crescita. “Nel 2025 la Puglia conta un numero di occupati mediamente pari a 1.255.071 unità, oltre tre su quattro tra i 35 e i 60 anni. Il tasso di occupazione scende dal 51,2% al 51%, attestandosi a 11,5 punti percentuali sotto la media nazionale. La disoccupazione sale dal 9,3% al 10%, contro il 6,2% nazionale. Il divario tra le province è marcato: i tassi più alti si registrano a Taranto (17,1%), Foggia (13,7%) e Barletta-Andria-Trani (11,6%), mentre i più bassi si rilevano a Bari (6,3%) e Brindisi (6,4%) – prosegue Castellucci -. Sono numeri che confermano le nostre preoccupazioni e chiedono un cambio di passo nelle politiche di sviluppo, sia in termini economici sia sociali”. A sostenere l’economia regionale, secondo i dati, sono soprattutto i servizi. Le attività finanziarie, assicurative, immobiliari, professionali, scientifiche, tecniche e di supporto alle imprese crescono del 3,32% a fronte del 2,39% nazionale. I servizi, con 22,56 miliardi di euro, rappresentano il 26,16% del valore aggiunto pugliese. “Queste potenzialità vanno accompagnate con investimenti nel capitale umano su cui pure riconosciamo un impegno della Regione – spiega Castellucci -. Il turismo è una risorsa importante, ma occorre consolidare un’economia che superi la stagionalità. Chiediamo il rispetto dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, il contrasto al dumping contrattuale e il rafforzamento della contrattazione aziendale e territoriale, per redistribuire i benefici dell’incremento di presenze e migliorare le condizioni di lavoro”. Preoccupano invece le difficoltà di agricoltura, edilizia e industria. Il settore primario arretra in tutte e sei le province. Le costruzioni registrano una flessione del 4,9%, a fronte di una crescita nazionale del 6%. L’industria avanza appena dello 0,34%. “Servono politiche industriali e agricole che accompagnino le trasformazioni, sostengano le filiere e tutelino l’occupazione nel manifatturiero – evidenzia ancora il segretario generale -. Le transizioni devono essere governate attraverso il confronto con le parti sociali, con formazione continua, sicurezza e strumenti di protezione per i lavoratori. Per Castellucci, “occorrono scelte strutturali partendo dai singoli settori - chimico, del mobile imbottito, energetico, industriale a partire dall’ex Ilva - capaci di tenere insieme lavoro, salute, sicurezza e risanamento ambientale. In tutta la regione dobbiamo impedire che i divari si consolidino, con particolare attenzione alle aree interne e ai territori più fragili. Infrastrutture, collegamenti, porti e aeroporti, servizi pubblici sono condizioni essenziali per attrarre investimenti e rendere effettivo il diritto a restare”. Per la Cisl Puglia il rilancio produttivo deve procedere insieme al rafforzamento della coesione sociale: “Favorire l’occupazione femminile significa investire nei servizi per l’infanzia e la non autosufficienza, sostenere le famiglie e rendere possibile la conciliazione. Ai giovani dobbiamo offrire percorsi di formazione collegati a un lavoro qualificato e stabile. In realtà è la dignità delle persone che deve orientare la scelta”. “Nella prospettiva del Libro Verde della Cisl - conclude Castellucci - proponiamo di dare concretezza a un nuovo Patto sociale per il lavoro e lo sviluppo. Si rende necessario con la Regione un confronto stabile con le parti sociali, con priorità condivise, tempi definiti e risultati verificabili. Occorre coordinare le risorse disponibili, sia pubbliche sia private, per sostenere investimenti duraturi. Contrattazione e partecipazione dei lavoratori devono accompagnare questo percorso a partire dalla manovra di bilancio, e negli interventi della giunta regionale, a cominciare dal prossimo bilancio di previsione, per un’azione che guardi decisamente allo sviluppo, pur in un quadro geopolitico internazionale non facile, non limitandosi alla sola emergenza”. La Cisl Puglia è pronta a contribuire con proposte e responsabilità: “Il futuro del Paese e della nostra regione si costruisce riconoscendo il valore del lavoro e facendo arrivare realmente i benefici dello sviluppo nelle famiglie e nelle comunità”. 6/11/2026
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